Archivio mensile:ottobre 2007

In libreria

09 Pessoa

Libreria “La Pergamena”
Oristano
venerdi 26 ottobre ore 18.30

Errico Buonanno
L’accademia Pessoa

interverrà l’autore
letture di Alessandro Melis

Nella soffitta polverosa di Montevideo, in cui per anni ha perso tempo a ubriacarsi e a plagiare i grandi classici della letteratura universale, lo scrittore fallito Alonso Novarro, presidente dell’accademia per illetterati “Fernando Pessoa”, un’associazione segreta di nemici dei romanzi, viene trovato impiccato da Hamete Benengèli, traduttore e nano. Accanto a lui un misterioso scritto in spagnolo nel più perfetto stile ottocentesco: la traduzione del capitolo ventinovesimo dei “Promessi Sposi” di Manzoni, che Manzoni non si è mai sognato di scrivere…

Queste le note di copertina del giallo “L’Accademia Pessoa”, scritto da Errico Buonanno ed edito nella collana “Stile Libero” di Einaudi, che verrà presentato venerdì 26 ottobre alle ore 18,30 presso la Libreria La Pergamena di Oristano, in Via Vittorio Emanuele n. 24.
La mattina dello stesso giorno l’autore sarà presente alla 7^ Mostra del Libro in Sardegna di Macomer. Nato a Roma nel 1979, Errico Buonanno è vincitore del Premio Calvino 2003 col suo primo libro “Piccola serenata notturna” (Marsilio, 2003).

 

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[originariamente pubblicato nel blog “Il teatro di Sisifo”,
sulla piattaforma Splinder]

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Didascalie per la lettura di un giornale

08 Le Monde

Mi cade schifato dalla mano
ogni giornale italiano insulta il mio capire
m’opprime di mode, modi
psicologia per conti che devono tornare

leggo Le Monde
difficile trovarlo non lo sciupo
buona motivazione, faticante, in francese
guadagno in comprensione
diffido del facile, gratis tutto per tutti in ogni situazione
si può verificare, ha ragione Federico
– comunicare fa male –

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Notturno

07 notturno

Levo gli ormeggi della notte
e prendo il largo, a bordo
del mio letto.
Ondeggiano le mura della casa
e dentro il sonno
matura il mio naufragio.

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appunti di teologia

06 teologia

Argumentum Ornithologicum

Chiudo gli occhi e vedo uno stormo di uccelli. La visione dura un secondo o forse meno; non so quanti uccelli ho visti. Era definito o indefinito il loro numero? Il problema implica quello dell’esistenza di Dio. Se Dio esiste, il numero è definito, perchè Dio sa quanti furono gli uccelli. Se Dio non esiste, il numero è indefinito, perchè nessuno poté contarli. In tal caso, ho visto meno di dieci uccelli (per esempio) e più di uno, ma non ne ho visti nove né otto né sette né sei né cinque né quattro né tre né due.

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paradossi dello sguardo (2) – Jacques Tati

05 Tati

Se non avete mai visto un film di Tati (9 ottobre 1907 – 4 novembre 1982), ecco l’occasione giusta per scoprire la sua inaccessibile perfezione. Se già lo conoscete, saprete che ogni suo film mostra ogni volta qualcosa di nuovo, e questo centenario è l’occasione giusta per tornare a gustare il suo cinema filosofico e lunare.

Per gli amanti della precisione storica, Jacques Tatischeff nasce in famiglia d’origine russa a Le-Pecq (Seine-et-Oise), il 9 ottobre 1907. La sua infanzia è priva di caratteristiche di rilievo, salvo una precoce tendenza allo sviluppo in altezza. Dopo aver praticato con grande disinvoltura innumerevoli sport (boxe, equitazione, tennis, calcio…) pratica il rugby in una squadra di serie A del campionato francese; qui scopre l’innata capacità di generare il riso, intrattenendo i compagni con gag e pantomime. Si trasferisce a Parigi dove esercita, per quindici anni, l’attività di cabarettista specializzandosi in mimica ed acrobazie, con gag ispirate alla vita quotidiana, e ai suoi ritmi nevrotici. Non per caso, giunge al cinema.

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paradossi dello sguardo (1) – Il Kaiserpanorama

02 Kaiser

“Una grande attrattiva del Kaiserpanorama consisteva nel fatto che era indifferente dove si cominciasse il giro delle vedute di terre lontane. Infatti, poiché la struttura con dinnanzi le sedie era di forma circolare, ciascuna veduta scorreva davanti a tutte le postazioni, e da queste, attraverso una doppia finestra, si osservava la sua sbiadita lontananza […]. La musica, che rende così stancante viaggiare con il film, nel Kaiserpanorama non esisteva. Mi sembrava che le fosse superiore un effetto insignificante, anzi addirittura fastidioso. Era uno scampanellio che risonava pochi secondi prima che l’immagine si spostasse con uno scatto per lasciar posto inizialmente a un vuoto e poi all’immagine successiva. E ogni volta che echeggiava, le montagne dalla vetta ai piedi, le città con tutte le loro lucenti finestre, le stazioni con il loro fumo giallo, i vigneti fin nella più minuscola foglia, risultavano permeati dal dolore dell’addio. […]

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formula (molto privata) di benvenuto

01 bre

Silvia Bre – Canto privato
da Le barricate misteriose, Torino, Einaudi, 2001

Nuovi altari da ora, l’altra sostanza –
così il commosso annuncio si dischiara
quando con le promesse io mi curo –
da me soltanto cercherò la pietra
tanto s’è fatta avara la vigilia
lungo le rive d’acqua che non viene.

Io me ne andrò dove l’aria concede
alla mia vela di terra il soffio
con cui ci si confessa d’un dolore,
quello che muove le povere parole
e le pavesa a festa, o le tormenta.

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