formula (molto privata) di benvenuto

01 bre

Silvia Bre – Canto privato
da Le barricate misteriose, Torino, Einaudi, 2001

Nuovi altari da ora, l’altra sostanza –
così il commosso annuncio si dischiara
quando con le promesse io mi curo –
da me soltanto cercherò la pietra
tanto s’è fatta avara la vigilia
lungo le rive d’acqua che non viene.

Io me ne andrò dove l’aria concede
alla mia vela di terra il soffio
con cui ci si confessa d’un dolore,
quello che muove le povere parole
e le pavesa a festa, o le tormenta.

Ecco, vado a trovar la pietra dura
della mia della tua pena,
considera la quiete terminata,
credimi infine: conviene la sponda del mattino, e salva –
ma che un battito abbia forza d’arrestarsi
e ammirare rapito il cuore buio.

Anche se è mia fortuna dare frutti
che sono belli della propria fine
io me lo giuro sul nome delle cose,
quel tuono breve in cui vanno a tremare,
che alla miniera della mia fatica
strapperò scaglie più vere dell’oro
per consegnarmi le mani ferite,
il loro suono esatto, un cielo
non astratto a cui tenermi.

* * *

[originariamente pubblicato nel blog “Il teatro di Sisifo”,
sulla piattaforma Splinder]

* * *

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Pubblicato il 5 ottobre 2007 su BreSilvia, Con parole d'altri, Sisifo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 15 commenti.

  1. EchidnaArgenteo

    Hola amigo…
    Molto privata?
    Rendiamola pubblica.
    Buon tragitto…

  2. alessandromelis

    Grazie dell’augurio, Argenteo!
    Il benvenuto è privato in primo luogo perchè la poesia di Silvia Bre usa nel titolo quell’aggettivo, ma anche perchè questo strumento che per ora so usare poco mi interessa più per comunicazioni crittate che per messaggi molto aperti. Un esperimento di linguaggio allusivo, un po’ finto e un po’ vero, come in ogni teatro.
    A presto,
    A.

  3. Caro Alessandro, benvenuto nell’arcipelago globale. Peso per peso, che almeno sia lieve, ogni tanto, a Sisifo:-)

    Gianni

  4. alessandromelis

    Caro Gianni,
    grazie di essere già passato a trovarmi in questa mia casa nuova ancora poco arredata. Il greve e il lieve entreranno dalle finestre secondo i ritmi alterni degli umori e dei giorni. Anche se una rigorosa disciplina cercherà di immaginare Sisifo felice.
    A presto,
    A.

  5. Capperi che sorpresona: Alessandro on line! E che line!
    Blog promettente il tuo, con quel tuo approccio teatrale, del vero non vero.
    Un verso inaugurale, d’omaggio, te lo meriti proprio. Vediamo un po’; si, ecco:

    Alex Sisifo, signorile fatica con brivido.

    Antonio

  6. alessandromelis

    Che Diamine! Anche il secondo zio è venuto a trovarmi e mi ha portato i suoi Fiori: dopo un battesimo così il mio teatro merita davvero fortuna. Basterà non indossare mai vesti viola, neppure in quaresima.
    Grazie Antonio, e torna presto a veder crescere la mia collezione di pietre.
    A.

  7. Dopo i 2 zii giunge anche il nonno. Con passo malfermo mi fermo. In alto il cappello, al cielo la piuma!
    Un augurio dalla vecchia ombra di un paese stinto.

    Marco D.

  8. alessandromelis

    Caro “nonno”,
    grazie del passo che sfuma, del cappello e della piuma. Grazie della raffinata ombreggiatura.
    Benvenuto, ogni volta che vuoi.
    A presto,
    A.

  9. Madrina affettuosa, una Pizia a cui concederai vesti di nero e viola.

  10. alessandromelis

    La Pizia vela parole di tabacco e di zolfo, seduta sull’ombelico del mondo. Non l’omphalos di Delfi, ma un antro più vicino, che non consente sgarri.
    E allora, come negarle un colore?
    Avrà neri e viola, ma solo dopo un oracolo, vergato tra vene secche di una foglia di limone suicida, che protegga il mio teatro da fischi fiaschi e terremoti.

  11. Dovresti vederlo questo sorriso di gioia nel darti anche il mio benvenuto. 🙂

    Bentrovato Alessandro e felice felice di trovarti qui.

    Rr

  12. Se il mondo fosse chiaro, l’arte non esisterebbe. (A. Camus- Il mito di Sisifo)

    Grazie Ale

  13. alessandromelis

    Grazie Rita, del saluto e dell’augurio.
    E grazie a Michele (la firma, Michele, non la dimenticare!), che per primo mi consente di onorare Albert Camus nel teatro che a lui deve non poco.
    Salute e applausi a voi tutti,
    A.

  14. “Il dato di fondo più allarmante è l’incapacità attuale del nostro sistema di consentire una vera e propria socializzazione del lavoro di ognuno e di tutti i docenti, cioè una vera e propria capitalizzazione e una valorizzazione di quelle competenze, di quelle conoscenze, di quegli strumenti materiali e procedurali che faticosamente vengono prodotti dallo svolgimento della professione insegnante. La nostra scuola e il lavoro dei singoli sembrano sottoposti al triste destino di Sisifo, condannato in eterno a trasportare sopra un’alta montagna grandi massi che inevitabilmente rotolavano a valle. Ebbene, l’organizzazione didattica modulare e flessibile costituisce uno strumento che, impiegato insieme ad altri, ci permetterebbe di ribellarci e sottrarci a quel destino”.

    G. Domenici, Manuale dell’orientamento e della didattica modulare, Bari, Laterza, p. 154.

    firmato: un abilitabondo ssis

  15. alessandromelis

    Grazie.
    Noto con stupito piacere che, come tutto, anche il mito è un passepartout.

    Saluti e baci.
    A.

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