Didascalie per la lettura di un giornale

08 Le Monde

Mi cade schifato dalla mano
ogni giornale italiano insulta il mio capire
m’opprime di mode, modi
psicologia per conti che devono tornare

leggo Le Monde
difficile trovarlo non lo sciupo
buona motivazione, faticante, in francese
guadagno in comprensione
diffido del facile, gratis tutto per tutti in ogni situazione
si può verificare, ha ragione Federico
– comunicare fa male –

Ah! Le Monde! M’incanta il mondo
m’incatena

diffido di ricette per ogni stagione
mai una colpa propria mai espiazione
la colpa è di, l’ho detto sempre
Le mani nella merda? Io? Le mani nel sacco?
il problema è assoluto, nel relativo è un complotto
al lupo al lupo al lupo! e finalmente viene
s’abbassa la testa, si nasconde la mano
cose ben più importanti
ben più vicino, molto più lontano

(detto per inciso, post scriptum
è amico mio, il lupo, nel regno animale
in bocca al lupo va bene
se campa, non per crepare)

Mesto solenne si diffonde un canto
gracchiato da un altoparlante
vespro tra mare e monte in Cilento
piazza repubblicana
lapidi ai patrioti sui muri delle case

Ah! Le Monde! m’incanta il mondo.
m’incatena

Giovanni Lindo Ferretti
in PGR, Universal Music Italia, 2002

 

* * *

[originariamente pubblicato nel blog “Il teatro di Sisifo”,
sulla piattaforma Splinder]

* * *

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Pubblicato il 20/10/2007 su Con parole d'altri, FerrettiGiovanniLindo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Come certamente sa Alex, ‘didascalie per la lettura di un giornale’ è il titolo di una raccolta di poesie di Valerio Magrelli del 1999. Ciò detto, questa poesia d’impegno, poco ortodossa, col suo refrain gridato…ci può stare 🙂
    Ciao a tutti
    Antonio

  2. alessandromelis

    Caro Antonio,
    (che metti subito a nudo le mie già scoperte citazioni…!), so che questo testo è poco ortodosso (bisogna abituarsi, cari amici del teatro: di qui passeranno anche oggetti strani).
    Vorrei dire tante cose sulla scelta di pubblicare qui questo testo, ma il Teatro (per come l’ho immaginato), mi imporrebbe di lasciarlo lì, senza veste e senza cottura. Senza motivazioni.
    Tuttavia, facendo uno strappo alla regola, dirò che di questa canzone amo molto proprio il refrain: l’incanto e la catena riguardano Sisifo molto da vicino.
    E poi amo Le Monde (come si vede dalla Rassegna Stampa del teatro), per la nudità tutta francese del dire senza orpelli e macchinazioni.
    Le Monde lo andavo a comprare alla Stazione, quando vivevo a Firenze, e me lo portavo a casa per godermi Il Mondo visto da tutta un’altra prospettiva (C’era il governo Berlusconi, e da lì non facevamo una bella figura… Iniziava la guerra in Iraq e da lì leggevo come si può avere un rapporto non servile con la più grande potenza del mondo. E poi immaginavo di poter andare a vedere i film della Cinématheque, o le mostre del Centre Pompidou. Insomma: aver pubblicato questo testo è anche un segno di una personale nostalgia.)
    Ma la cosa più importante è che vorrei anche da noi un giornale così: venti pagine, nessun commento inutile, nessun paginone di pubblicità, nessuno spreco di carta, di tempo, d’intelligenza.
    A presto,
    A.

  3. Dunque mi hai già perdonato Alex, ma ti chiedo scusa ugualmente per la goffa uscita che ha dimostrato quanto ancora devo imparare del teatro.
    Antonio

  4. alessandromelis

    Caro zio,
    non c’è niente da perdonare, quando mai! I tuoi interventi sono sempre acuti e graditissimi.
    L’invenzione del Teatro è solo un modo per consentirmi interventi appartati, una maschera comoda per le ritrosie. Ma questa volta sei riuscito a farmi dire qualcosa di più, a farmi togliere un pezzo del costume.
    Non c’è niente da perdonare, perchè non è affatto detto che sia un male.
    Stai bene e torna presto,
    A.

  5. Un passaggio e un saluto veloce;
    come un dottore lo zio
    osservato il colore del sito
    la lingua in salute
    riprende il suo giro;
    le orme e le foglie
    schiacciate da poco
    dal piede di (zio) Antonio.

    (buona domenica!)

    Gianni

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