arte dell’artiglio

2008_05_23 arte dell'artiglio

Succede che mi stanco di essere uomo.
Succede che entro nelle sartorie e nei cinema
smorto, impenetrabile, come un cigno di feltro
che naviga in un’acqua di origine e di cenere.
 
L’odore dei parrucchieri mi fa piangere e stridere.
Voglio solo un riposo di ciottoli e di lana,
non voglio più vedere stabilimenti e giardini,
mercanzie, occhiali, ascensori.
 
Succede che mi stanco dei miei piedi e delle mie unghie
e dei miei capelli e della mia ombra.
Succede che mi stanco di essere uomo.
 

Dopo tutto sarebbe delizioso
spaventare un notaio con un gladiolo mozzo
o dar morte a una monaca con un colpo d’orecchio.
Sarebbe bello
andare per le vie con un coltello verde
e gettar grida fino a morir di freddo.
 
[…]
 
E per ciò il lunedì brucia come il petrolio
quando mi vede giungere con viso da recluso
e urla nel suo scorrere come ruota ferita
e fa passi di sangue caldo verso la notte.
 
E mi spinge in certi angoli, in certe case umide,
in ospedali dove le ossa escono dalla finestra,
in certe calzolerie che puzzano d’aceto,
in strade spaventose come crepe.
 
Vi sono uccelli color zolfo e orribili intestini
appesi alle porte della case che odio,
vi sono dentiere dimenticate in una caffettiera,
vi sono specchi
che avrebbero dovuto piangere di vergogna e spavento,
vi sono ombrelli dappertutto e veleni e ombelichi.
 
Io passeggio con calma, con occhi, con scarpe,
con furia, con oblio,
passo attraverso uffici e negozi ortopedici
e cortili e panni tesi a un filo metallico:
mutande, asciugamani e camicie che piangono
lente lacrime sporche.

Pablo Neruda
da Walking Around

in Residenza sulla terra (2) – 1931-1935

 

Nota: La foto è di Michele Greco. Non smetterò mai di essergli grato. Perchè nessuno mi ha mai fatto un ritratto così bello. Così sintetico, così compiuto. Così perfattamente adatto al mio stare al mondo di questi tempi.

 

 

* * *

[originariamente pubblicato nel blog “Il teatro di Sisifo”,
sulla piattaforma Splinder]

* * *

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Pubblicato il 23 maggio 2008 su Con parole d'altri, NerudaPablo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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