la grande parata (e le parole vuote)

2008_06_02 great-parade-nov-1-2007

Art. 1.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5.

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

Art. 6.

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8.

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10.

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

Art. 11.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

* * *

Nota
Visto che si deve festeggiare, io metto qui, uno in fila all’altro, i “Principi Fondamentali” con cui si apre la Costituzione Italiana. Così, giusto per sentirne un’altra volta il suono.
Di ognuno mi resta sulla lingua l’amaro malinconico delle parole belle e vuote – lavoro, solidarietà, dignità ed eguaglianza, diritto e dovere, autonomia, minoranza, laicità e pluralismo (non sono scritti così, ma quello vogliono dire), cultura, scienza, natura e arte, accoglienza dello straniero, ripudio della guerra.
La bandiera. Ecco mi sbagliavo, almeno un articolo lo rispettiamo.

* * *

P. S.
«Nella vita di ogni popolo democratico c’è un passaggio assai pericoloso, quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente dell’abitudine alla libertà. Arriva un momento in cui gli uomini non riescono più a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti.
Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ ordine è già schiava in fondo al cuore e da un momento all’ alto può presentarsi l’ uomo destinato ad asservirla.
Non è raro vedere pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o distratta e che agiscono in mezzo all’universale immobilità cambiando le leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi.
Non si può fare a meno di rimanere stupefatti di vedere in quali mani indegne possa cadere anche un grande popolo».

Alexis de Tocqueville, La Democrazia in America, 1840

 

* * *

[originariamente pubblicato nel blog “Il teatro di Sisifo”,
sulla piattaforma Splinder]

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Pubblicato il 02/06/2008 su Con parole d'altri, Politica, per così dire. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. PannychisXI

    Ciascuno degli Undici articoli che hai citato sono effettivamente non rispettati. Volevo però commentare la tua ultima bellissima foto su FlicKr dove dici d’aver fotografato una rondine. Dalla apertura alare a me pare una zanzara. Baci.

  2. alessandromelis

  3. PannychisXI

    La sintesi mi rattrista tanto, lo sai.

  4. alessandromelis

    No, Pizia, dài, non ti rattristare. E’ che di certe battute ci si appaga e si sorride, mica si risponde.
    Lo sai che ultimamente scrivo poco, ammutolito dai prodigi di una natura fuori norma.
    Ieri, proprio sopra al barbagianni rosa che mi rimbocca le coperte, ho visto ronzare uno pterodattilo con un becco lungo almeno tre metri. Alla fine si è appollaiato sul lampadario. Era ubriaco, si capiva dal bicchiere di latte disegnato sulla punta del desiderio. Lo sai che sono coraggioso, ho dormito tranquillo, non mi faceva paura. E poi ho sempre la mia pistola ad acqua, ben nascosta sotto al dente del giudizio.
    Un bacio – ma cos’è quella testolina fucsia che sta strisciando fuori dai tuoi capelli, gridando come un’ossessa? Se, come sembra, è un geco, dal diametro dell’occhio è lungo almeno due metri.

  5. PannychisXI

    (…)

  6. tutta colpa della bottiglia nel bagagliaio

  7. Che dire A. parole vuote, mai come ora… restiamo noi a ricordarle, sorta di omaggio, spero non vano, a chi le ha scritte col sangue… appunti partigiani…

    M

  8. alessandromelis

    @ mumucs purtroppo la bottiglia l’ho tolta… forse è quello.

    @M niente altro da aggiungere a ciò che giustamente dici. solo tanta, tanta rabbiosa tristezza.

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