Archivio mensile:novembre 2008

paradossi dello sguardo (5) – wanda wulz

2008_11_17 Wulz1Wanda Wulz, Io+gatto (1932)

Wanda Wulz nasce a Trieste il 25 luglio 1903.
Le notizie biografiche non dicono che per lei e per la sorella Marion, nei lunghi e ventosi pomeriggi dell’inverno, il primo giocattolo deve essere stata la macchina fotografica. L’obiettivo come binocolo d’esplorazione. La pellicola, a pezzi, per farci collane. Frattanto Carlo Wulz, accoglieva i clienti, in piedi dietro il banco dello studio fondato da suo padre, il nonno di Wanda e Marion, nel 1868.

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noir [omaggio a Man Ray]

2008_11_16 iogatto
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traMANdo…

La libreria Mondadori di Nuoro
in collaborazione con il Museo d’Arte di Nuoro

 organizza

“traMANdo”
incontri con l’autore

 2008_11_13 tramando
[foto di Man Ray]

MAN  di Nuoro ore diciotto e trenta minuti
al numero quindici di via Satta

 tredici novembre > Simone Ragazzoni

 quattordici novembre > Savina Dolores Massa e la Compagnia Hanife Ana  Leggi il resto di questa voce

american dream [?]

2008_11_05 Obama1

Salve, Chicago.
Se lì fuori c’è ancora qualcuno che dubita del fatto che l’America sia il luogo dove ogni cosa è possibile, che si chiede se il sogno dei nostri fondatori sia ancora vivo, che ancora dubita del potere della nostra democrazia, questa notte è la vostra risposta.
È la risposta data dalle code che si sono formate attorno a scuole e chiese, code così numerose mai viste da questa nazione, code di persone che hanno aspettato 3 o 4 ore, alcune per la prima volta nella loro vita, perché hanno creduto che questa volta doveva essere differente, che le loro voci avrebbero potuto fare la differenza.
È la risposta data da giovani e anziani, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, omosessuali, eterosessuali, disabili e non disabili. Americani, che hanno lanciato un messaggio al mondo: non siamo mai stati una mera collezione di individui o una collezione di stati rossi e stati blu.
Siamo, e saremo sempre, gli Stati Uniti d’America.
È la risposta che obbliga chi è stato indotto per troppo tempo ad essere cinico, timoroso, dubbioso su ciò che possiamo ottenere a mettere le proprie mani sull’arco della storia e a tenderlo ancora una volta  verso la speranza di un giorno migliore.
C’è voluto molto tempo per tornare, ma stanotte, grazie a ciò che abbiamo fatto in questa data, in queste elezioni in questo momento preciso, il cambiamento è giunto in America.
[…]

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ai poveri pane, ai poeti pace

2009_11_04 Pasolini

IV
AL PRINCIPE

Se torna il sole, se discende la sera,
se la notte ha un sapore di notti future,
se un pomeriggio di pioggia sembra tornare
da tempi troppo amati e mai avuti del tutto,
io non sono più felice, né di goderne né di soffrirne:
non sento più, davanti a me, tutta la vita…
Per essere poeti, bisogna avere molto tempo:
ore e ore di solitudine sono il solo modo
perché si formi qualcosa, che è forza, abbandono
vizio, libertà, per dare stile al caos.
Io tempo ormai ne ho poco: per colpa della morte
che viene avanti, al tramonto della gioventù.
Ma per colpa anche di questo nostro mondo umano
che ai poveri toglie il pane, ai poeti la pace.

* * *

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