Archivio mensile:giugno 2009

la poesia è un dono

2009_06_30 libri

Portami nel luogo più triste di Lisbona, ho chiesto a una studentessa della capitale portoghese quando si è offerta di farmi girare la città.
Ogni città ha la sua dose di tristezza. […] La tristezza di Lisbona è la tristezza dell’impero perduto. Questa è la città da cui diversi navigatori salparono alla conquista del mondo. Oggi è una città che conta mezzo milione di abitanti, considerata di secondo ordine in un continente che non domina più il mondo. È questa la tristezza che descrive il grande poeta portoghese Fernando Pessoa: «Aggiustiamo il passato / come si aggiusta un vestito / Nell’inquietudine che la quiete deve portare nelle nostre vite / Quando tutto ciò che facciamo è pensare a ciò / che eravamo, e fuori / c’è solo la notte».
È risaputo che la poesia è la forma espressiva che meglio comunica la tristezza. Quindi non c’è da meravigliarsi che la città più triste d’Europa che io abbia mai visto abbia anche compiuto lo sforzo più donchisciottesco in cui io mi sia imbattuto negli ultimi anni.

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rapsodie (4)

materiali videomusicali in deliberato disordine
a cura di Paolo Siracusano

2009_06_12 Rapsodie4

Un posto lontanissimo da Berlino è il fondo del mare.
Vi scende, in uno degli album più importanti della storia (Rock Bottom, 1974), Robert Wyatt. Cade tre volte Robert: ubriaco da un balcone durante una festa, al centro dell’amore per Alfreda Benge, sua attuale compagna, e nelle profondità dell’acqua.
Wyatt era stato fondatore dei Soft Machine (che hanno realizzato, per gli estimatori, il fondamentale Third, 1970, un avvicinamento tra jazz e rock dalla parte del rock, abbastanza speculare a quello tentato, dalla parte del jazz, da Miles Davis con Bitches Brew, sempre nel 1970) e dei Matching Mole. Dice oggi che la sua vita, a partire da quella caduta, che lo ha costretto a un’immobilità parziale, è decisamente migliorata.
Rock Bottom è un disco che segna il passaggio tra due cicli di vite, l’abbandono dello sperimentalismo che travolge le forme, l’approdo a una forma che non rinuncia a nessuno sperimentalismo.
Primo capitolo di questa irripetibile discesa, nell’amore, nel mare e nelle possibilità di una canzone è, appunto, Sea Song (qui in una recente realizzazione live ):

Con una certa plausibilità, si è sostenuto che se si dovessero mettere 5 dischi in una sonda spaziale, in rappresentanza del genere umano, uno di questi sarebbe Creuza de mä (1984) di Fabrizio De Andrè.

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di giugno, l’undici (e noi, dove andremo?)

2009_06_11 Berlinguer

Volle il compromesso, ma furono in molti a rispondergli no
di Stefano Malatesta

Una volta Enrico Berlinguer ha raccontato a Vittorio Gorresio come nacque l’idea del compromesso storico. Nell’autunno del 1973, il segretario del Pci era rimasto ferito in un incidente automobilistico: immobilizzato nella sua camera da letto leggeva, meditava i casi del Cile, del golpe di Pinochet, faceva paragoni con la situazione italiana. Da queste riflessioni trasse la conclusione che in un paese capitalistico d’Occidente la sinistra, con una risicata maggioranza parlamentare, non sarebbe stata in grado di governare con tranquillità, tanto meno di aprire la strada al socialismo. Ci voleva altro, alleanze più larghe con tutti gli strati e con tutti i ceti che contavano nel paese.
La definizione “compromesso storico” che piacque assai poco a Longo e a numerosi altri dirigenti del Pci, fu ripresa dal “compromesso regio”, un’ espressione adoperata da Guido Dorso per spiegare il senso ultimo del Risorgimento italiano. Si è variamente disquisito se la strategia del compromesso appartenesse più a Bufalini che a Berlinguer, quando e come abbia influito il gruppo dei cattolici comunisti ispirati da Franco Rodano.

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Odradek

2009_06_09 1959_Odradek

C’è chi dice che la parola Odradek derivi dallo slavo e cerca, in conseguenza, di spiegarne l’etimologia. Altri invece pensano che la parola provenga dal tedesco, e sia solo influenzata dallo slavo. L’incertezza delle due interpretazioni consente, con ragione, di concludere che nessuna delle due dà nel segno, tanto più che né coll’una né coll’altra si riesce a dare un preciso senso alla parola.
Naturalmente nessuno si darebbe la pena di studiare la questione, se non esistesse davvero un essere che si chiama Odradek. Sembra, dapprima, una specie di rocchetto da refe piatto, a forma di stella, e infatti par rivestito di filo; si tratta però soltanto di frammenti, sfilacciati, vecchi, annodati, ma anche ingarbugliati fra loro e di qualità e colore più diversi. Non è soltanto un rocchetto, perchè dal centro della stella sporge in fuori e di traverso una bacchettina, a cui se ne aggiunge poi ad angolo retto un’altra. Per mezzo di quest’ultima, da una parte, e di uno dei raggi della stella dall’altra, quest’arnese riesce a stare in piedi, come su due gambe.

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oggi è domenica, domani si muore / oggi mi vesto di rosso e rancore

2009_06_07 belle bandiere

I sogni del mattino: quando
il sole già regna,
in una maturità
che sa solo il venditore ambulante,
che da molte ore cammina per le strade
con una barba di malato
sulle grinze della sua povera gioventù:
quando il sole regna
su reami di verdure già calde, su tende
stanche, su folle
i cui panni sanno già oscuramente di miseria
– e già centinaia di tram sono andati e tornati
per le rotaie dei viali che circondano la città,
inesprimibilmente profumati,
i sogni delle dieci del mattino,
nel dormente, solo,
come un pellegrino nella sua cuccia,
uno sconosciuto cadavere
– appaiono in lucidi caratteri greci,
e, nella semplice sacralità di due tre sillabe,
piene, appunto, del biancore del sole trionfante –
divinano una realtà,
maturata nel profondo e ora già matura, come il sole,
a essere goduta, o a fare paura.

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