Archivio mensile:luglio 2009

fly me to the moon [20 luglio 1969 – 20 luglio 2009]

2009_07_20 OrmaLuna
 
 
ELICONE : Buona giornata, Caio.
CALIGOLA , con naturalezza: Buona giornata, Elicone.
Silenzio.
ELICONE : Sembri affaticato.
CALIGOLA : Ho camminato molto.
ELICONE : Sì, sei stato a lungo lontano.
CALIGOLA : Era difficile da trovare.
ELICONE : Cosa?
CALIGOLA : Ciò che volevo.
ELICONE: E cosa volevi?
CALIGOLA, sempre naturale: La luna.
ELICONE : Cosa?
CALIGOLA : Sì, volevo la luna.
Silenzio.

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rapsodie (5)

materiali videomusicali in deliberato disordine
a cura di Paolo Siracusano

2009_07_04 Rapsodie5

Nella prima strofa del noto hit vacanziero Un’estate al mare (1982, F. Battiato e G. Pio), Giuni Russo pronuncia una frase che è insieme una dichiarazione d’amore e di intenti: “Per regalo voglio un harmonizer, con quel trucco che mi sdoppia la voce”.
Il fascino, o il non fascino, della musica sintetica (ma sarebbe meglio definirla musica non prodotta da strumenti tradizionali) è espresso per intero in quella riga fuori contesto.
In genere, tutto ciò che non sia oboe, clavicembalo, ventiquattromilanotealsecondo, arpeggi acrobatici, darfiatoalletrombe e bel canto, viene considerato abbastanza sdegnosamente dai cultori dei medesimi. L’idea di fondo, forse corretta, forse no, è che chi si arrangia con arrangiamenti tecnologici, sia uno o una poco bravo, o meglio uno o una che finge di fare musica, una specie di cialtrone.
A questi argomenti, si potrebbe rispondere proprio con Giuni Russo, qui interprete di Una viperà sarò (dall’album Energie, 1981), in una versione in cui i “fonemi sardi” e le “trifonie dei mongoli” di una delle voci più extraterrestri mai apparse sulla terra sono manipolati e rispettosamente travisati da Caparezza (dall’album Unusual, 2006):

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la sera del primo di luglio

2009_07_02 primodiluglio

L’artista è il creatore di cose belle.
Rivelare l’arte senza rivelare l’artista è il fine dell’arte.
Chi può incarnare in una forma nuova, o in una materia diversa, le proprie sensazioni della bellezza, è un critico.
Tanto la suprema quanto la infima forma di critica sono una specie di autobiografia.
Coloro che scorgono cattive intenzioni nelle belle cose, sono corrotti, senza essere interessanti. Questo è un difetto.
Quanti scorgono buone intenzioni nelle belle cose, sono spiriti raffinati. Per essi c’è speranza.
Eletti son gli uomini ai quali le belle cose richiamano soltanto la Bellezza.
Non esistono libri morali o immorali come la maggioranza crede. I libri sono scritti bene, o scritti male. Questo è tutto.

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