Archivio mensile:maggio 2016

L’ostinazione dell’onestà

Ci sono molti motivi per cui bisogna andare al cinema a vedere “Le confessioni”, di Roberto Andò. Molti di questi motivi hanno a che fare strettamente con un modo onesto di fare il cinema. E per ‘onesto’ intendo laborioso, faticato, attento all’artigianato del mettere le parole giuste, le luci giuste, la camera nelle posizioni giuste. Una giustezza non oggettiva, ovviamente, ma in cui percepisci la cura e mai la spocchia. Insomma: l’onestà del fare la propria arte rispondendo alla propria scelta cosciente.
A me il cinema piace molto, inutile dirlo. A volte mi piace andarci anche perché sono di cattivo umore e ho voglia di perdermi un po’ (“buttarsi in un cinema con una pietra al collo”, scriveva molti anni fa Fabrizio De Andrè). Ma soprattutto mi piace entrarci con la speranza di uscire con un pezzo di sguardo nuovo. E “Le confessioni” di Roberto Andò quel pezzo di sguardo lo regalano con una generosità rara. Questo è il dono del cinema, certo, ma è soprattutto il dono dell’onestà.
La trama ve la posso dire in poche parole. Leggi il resto di questa voce