di maggio, il 17

2015_05_17 di maggio, il 17

17 maggio, giorno che risuona in tanti modi.

Oggi è risuonato con questo video, che parla di una bellezza davanti alla quale bisognerebbe stare in un silenzio appagato e contemplante. E io questo giorno che risuona lo dedico all’amore mio, e a tutti quelli che si amano, qualunque sia l’amore che sentono giusto per sè.
E a un amico grande, che proprio oggi, alcuni anni fa, se n’è andato via.
Facciamo passi avanti, amico mio. Sii felice, ovunque tu sia.

700

scultura Jason deCaires Taylor

700.
ci vuole un sacco di tempo per contare fino a 700.
un numero al secondo sono 11 minuti e 40 secondi.
11 minuti e 40 secondi, e ancora hai solo contato, non sei riuscito a pensarli tutti, uno ad uno. Io sono il primo, io sono il secondo, io sono il terzo… così ci vuole ancora più tempo. e ancora non basta. bisognerebbe almeno provare a non contare solamente, provare il tentativo di un volto, un nome, una storia. e allora 11 minuti e 40 secondi forse non basterebbero neppure per dire io sono il primo che è caduto, il primo che non ce l’ha fatta, che non sapeva nuotare, che chissà cosa si è immaginato in mezzo a tutto quel mare che gli stava entrando in corpo a mettergli il punto in fondo alla frase. solo dire ‘io sono il primo’, ci vuole un tempo che non basta tutta la vita, figurarsi anche solo pensare a tutti gli altri, a tutti quegli altri che sono un paese intero. il paese di mio padre forse non ci arriva, a 700 abitanti. il paese di mio padre in fondo al mare, adesso. il paese di mio padre in fondo al mare qualche decennio fa, e io non sarei qui con queste parole sciocche inutili.
solo che proprio non è possibile non dirle, anche se inutili e sciocche. ho visto una foto, poco fa, una bambina galleggiante, vestita in colori fluorescenti che non si può non piangere. e tutti (anzi no, molti. non tutti, che se fossimo tutti, a dirlo, non staremmo a contare fino a 700, ora. forse neppure molti. forse alcuni) che dicono mi vergogno, che schifo. sì, lo dico anche io, mi vergogno, che schifo. i popoli civili, di fronte a una tragedia simile, si rimboccherebbero le maniche, senza i se, senza i ma, senza chiedere elemosine, ma noi, ma noi non si può, ma l’europa ci lascia da soli, ma, ma, ma, 700 volte ma.
no. la verità è che siamo diventati un popolo meschino. ci fa comodo lavarci le mani. siamo come quelli che non aprivano le case per nascondere gli ebrei in fuga dal nazismo dei treni e dei campi di sterminio, siamo come loro. paurosi, meschini, vigliacchi, con la faccia di gesso e la cravatta blu. che vergogna. 700.
piccola bambina galleggiante con i colori fluorescenti addosso, per quello che vale, se nel mare c’è un paradiso da cui si ascoltano le lacrime di coccodrillo, ti prego, perdonami.

[foto: scultura sottomarina di Jason deCaires Taylor (da web)]

appunti da un sogno

locandina sogno

Venerdì 24 aprile, a Cagliari, tornano i ragazzi del “SOGNO”, un progetto che non smette di emettere luce bella.
Venite a vederli, anche qui, anche in questa città tutta salite e discese, da dove il mare si respira ovunque, e anche il profumo di Diavolo che arriva da lì, dalla sella incantata a picco sull’azzurro acceso.
Venite, camminanti. Il Sogno ricomincia il 24 aprile, alle ore 17.00, nella sala del teatro Alkestis di Cagliari

* * *

la minimabibliotecateatrale “LE MOMO”
di Teatro Laboratorio Alkestis
e di Compagnia d’arte Circo Calumet

presentano

“appunti da un SOGNO”

un progetto realizzato da Associazione IPPOGRIFO ONLUS, Oristano
con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri

in collaborazione con
Centro Servizi Culturali UNLA – Oristano
Centro di salute mentale di Oristano – ASL 5
NeroNebo videoarte

un progetto di Alessandro Melis e Norma Trogu
con la preziosissima collaborazione di Sara Giglio

Siamo interi

Che poi, se lo pensassimo davvero, che siamo questa cosa qui, le ossa, la pelle, il sangue, il corpo che miracolosamente si fa pensiero, idea, emozione, dolore, felicità, estasi, se lo pensassimo davvero così, il nostro stare al mondo, complessità semplice semplice, ecco, forse chiameremmo semplicemente le cose con il loro nome vero, non con l’etichetta. Ricordiamocelo, ricordiamocelo, donne in festa di 8 marzo e uomini in festa, anche noi, e bambini in festa, e anziani in festa, che il corpo che ama è sempre una festa, è questa cosa qui, il miracolo della pelle, delle ossa, del sangue che si fa idea, pensiero, emozione. Siamo interi, ho imparato una volta grazie a una donna meravigliosa, a un mare là sotto, a una luna lontana e a un profumo di lentischio. Siamo interi. Il mondo si fa più bello, istantaneamente, non appena ce ne accorgiamo.

la vita tiepida

Sabato, alle 18, in Biblioteca.
Le ‘visioni terrene’ di Aldo Tanchis, le sue parole accurate, la sua arte sobria e meditata. La sua ironia.
Sarà un pomeriggio senza gelo artico, e senza canicola di deserto. Un pomeriggio dentro il tepore del tempo guardato con la misura giusta. La grazia, la tensione buona, la lentezza che mostra i dettagli sorprendenti delle cose.
Non mancate, camminanti: sabato 7 marzo, alle ore 18, con Aldo Tanchis, Simone Cireddu e questo qui che vi scrive.

la vita tiepida

Vite Parallele #4

viteparallele4

Il 13 febbraio, quarto e ultimo appuntamento di questo viaggio in ‘vite parallele‘, curato da Norma Trogu e da questo qui che vi scrive e porta il mio nome.
La quarta e ultima tappa ci conduce, infine, in Argentina.
Tra le panlingue e gli iperscacchi di Xul Solar, nei labirinti colmi di spade, tigri, rose e, ovviamente, biblioteche, di Jorge Luis Borges. Sarà un viaggio meraviglioso dentro i percorsi tortuosi dell’intelligenza, tra le chiavi e le algebre di due amici geniali che inventarono una Buenos Aires mai vista prima.

Non mancate, camminanti: il 13 febbraio, alle ore 18.00, nella Biblioteca comunale di Oristano, con Xul Solar e Jorge Luis Borges.

[E davvero grazie al (non)festival Oristano Letture/Visioni, grazie al Centro Servizi Culturali Oristano che ci ha accolto, grazie alla Biblioteca di Oristano che ci accoglie questo venerdì per l’ultima tappa argentina del nostro viaggio.]

Vite Parallele #3

viteparallele3

Ed eccoci a tre.
Il 6 febbraio, terzo appuntamento di ‘Vite Parallele – un pittore/uno scrittore’, il ciclo di quattro lezioni non convenzionali (a cura di Norma Trogu e di questo qui che vi scrive), che si alterna tra il Centro Servizi Culturali e la Biblioteca Comunale di Oristano. La terza tappa ci porterà negli Stati Uniti, ad indagare gli universi solitari di Edward Hopper e J. D Salinger.
La luce che entra da una finestra per mostrarci uomini, donne, ombre. La parola che affila i dettagli, con una spietatezza geometrica e luminosa.
“Dove vanno le anatre quando il lago gela?” Il realismo in America del Nord. Hopper/Salinger
Venerdì 6 febbraio, alle ore 18.00, nella sala del Centro Servizi Culturali.

Vi ricordo anche il quarto e ultimo appuntamento:

venerdì 13 febbraio (Biblioteca Comunale, ore 18.00)
“L’universo, che altri chiamano la Biblioteca”. Cosmogonie argentine.
Xul Solar (1887-1963) / Jorge Luis Borges (1899-1986)

Vite Parallele #2

viteparallele2

Il prossimo venerdì, 30 gennaio, in Biblioteca, alle 18.00: secondo appuntamento con ‘Vite parallele’, il progetto che Norma Trogu ed io abbiamo pensato e realizzato per il bellissimo (non)festival della nostra città.
Grazie alla Biblioteca Comunale e al Centro Servizi Culturali Oristano, che – a date alterne – ci ospitano.
Grazie al (non)festival che ci accoglie.
Noi, con addosso ancora gli specchi di Schiele e le andate e i ritorni di Kafka, ci siamo trasferiti in Giappone. Qui stiamo sistemando i pois e le lune doppie.
Nella seconda tappa si confronteranno i mondi della pittrice Kusama Yayoi e dello scrittore Murakami Haruki.
Due artisti che, partendo dal Giappone, hanno costruito un successo planetario. Due artisti per i quali il mondo consueto non è sufficiente, ed è necessario raccontarne di nuovi, con colori mai visti prima.
“Il mondo del vento scatenato. Colori e parole dall’Impero dei Segni”.
Ve li portiamo in Biblioteca, questo venerdì, alle 18.00.
Non mancate, camminanti.

Vi ricordo anche i prossimi appuntamenti:

venerdì 6 febbraio (Centro Servizi Culturali, ore 18.00)
“Dove vanno le anatre, quando il lago gela?”
Il realismo in America del Nord
Edward Hopper (1882-1967) / Jerome D. Salinger (1919-2010)

venerdì 13 febbraio (Biblioteca Comunale, ore 18.00)
“L’universo, che altri chiamano la Biblioteca”
Cosmogonie argentine
Xul Solar (1887-1963) / Jorge Luis Borges (1899-1986)

Vite Parallele #1

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E cominciamo. Il 23 gennaio prende avvio, all’interno del festival Letture/Visioni, il progetto ‘Vite Parallele – un pittore/uno scrittore’, un ciclo di quattro lezioni non convenzionali a cura di Norma Trogu e di questo qui che vi scrive.
Ad essere posti accanto, per questo primo appuntamento, Egon Schiele e Franz Kafka, due artisti che usarono l’autoritratto, in pittura e in letteratura, per parlare dell’inquietudine del proprio tempo.
Il primo appuntamento si intitola “Da un certo punto in là non vi è più ritorno. Qualche urlo nel centro esatto dell’Europa”. Il 23 gennaio, alle ore 18.00, nella sala del Centro Servizi Culturali di Oristano.

Vi ricordo, così ve li segnate sul vostro calendario, anche i prossimi appuntamenti:

venerdì 30 gennaio (Biblioteca Comunale, ore 18.00)
“Il mondo del vento scatenato”
Colori e parole dall’impero dei Segni
Kusama Yayoi (1929) / Murakami Haruki (1949)

venerdì 6 febbraio (Centro Servizi Culturali, ore 18.00)
“Dove vanno le anatre, quando il lago gela?”
Il realismo in America del Nord
Edward Hopper (1882-1967) / Jerome D. Salinger (1919-2010)

venerdì 13 febbraio (Biblioteca Comunale, ore 18.00)
“L’universo, che altri chiamano la Biblioteca”
Cosmogonie argentine
Xul Solar (1887-1963) / Jorge Luis Borges (1899-1986)

Atlanterhavsveien

2014_11_18 Atlanterhavsveien

la Strada Atlantica. Atlanterhavsveien. Suona meglio, in norvegese.
Otto kilometri da Molde a Kristiansund, così dicono le guide.
Io oggi vorrei essere qui, in viaggio, con l’amore mio.
A spaventarmi di gioia e meraviglia, a sparolarmi.
Via, via. A ripulirci dalle croste di questi mesi.
A farci invadere d’acqua e vento e luce.
A diventare, con l’amore accanto, mare.

[Un video bellissimo si trova qui.]