Archivi categoria: KavafisKonstantinos

all’arte questo ho dato


Perduto dentro notti osate andando

Carta. Bianca. Fuoco e carta, dubbi. Dubbi e fuoco sugli amori. Carta. Muri invalicabili, privi di finestre, fughe intentate, inventate trattenute tra coperte di letti raccattati,
fuoco e carta; dietro tombe di decomposta giovinezza; dentro un bicchiere di illusione e fuoco, di Nerone, e carta.
Carta e parole dal passato, da un Altrove che è esistito e si è cantato.

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Un’ombra fuggitiva di piacere

2007_11_16 Kavafis

“Questo libretto di traduzioni non pretende di approfondire alcunché della poesia di Kavafis, un messaggio che resta enigmatico, per i suoi molti strati: si offre semplicemente come, attraverso la sua, con estratti da un corpus sezionato, vettore di poesia, di cosmo poetico, ai tanti cercatori sconosciuti che possono riceverne aiuto (che per essere aiuto vero deve potersi esotericamente chiamare illuminazione).
Tenerlo come un breviario a portata di mano e, se si è in grado, leggere parallelamente il testo kavafiano e la mia versione, che vorrebbe fissarne la piccola sezione tradotta in una sua propria, autonomamente significante, lingua poetica. Entrambe, greco e italiano, siamo lingue di tramonto del Tramonto (l’Occidente), lingue in perdita d’anima, che tra un po’ cesseranno di essere comprese, salvo per luoghi comuni. Entrate nel baraccone magico finché siete in tempo o non cisaranno, per voi, che dei gesti, dei gesti di muti o di balbettanti.

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