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Isole

Teoria della Sicilia

Là dove domina l’elemento insulare è impossibile salvarsi.
Ogni isola attende impaziente di inabissarsi.
Una teoria dell’isola è segnata da questa certezza.
Un’isola può sempre sparire.

Entità talattica, essa si sorregge sui flutti, sull’instabile.
Per ogni isola vale la metafora della nave: vi incombe il naufragio.
Il sentimento insulare è un oscuro impulso verso l’estinzione.
L’angoscia dello stare in un’isola come modo di vivere
rivela l’impossibilità di sfuggirvi come sentimento primordiale.

La volontà di sparire è l’essenza esoterica della Sicilia.
Poiché ogni isolano non avrebbe voluto nascere,
egli vive come chi non vorrebbe vivere:
la storia gli passa accanto con i suoi odiosi rumori
ma dietro il tumulto dell’apparenza si cela una quiete profonda.

Vanità delle vanità è ogni storia.
La presenza della catastrofe nell’anima siciliana
si esprime nei suoi ideali vegetali,
nel suo taedium storico, fattispecie del nirvana.

La Sicilia esiste solo come fenomeno estetico.
Solo nel momento felice dell’arte quest’isola è vera.

(Manlio Sgalambro)

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appunti di teologia

06 teologia

Argumentum Ornithologicum

Chiudo gli occhi e vedo uno stormo di uccelli. La visione dura un secondo o forse meno; non so quanti uccelli ho visti. Era definito o indefinito il loro numero? Il problema implica quello dell’esistenza di Dio. Se Dio esiste, il numero è definito, perchè Dio sa quanti furono gli uccelli. Se Dio non esiste, il numero è indefinito, perchè nessuno poté contarli. In tal caso, ho visto meno di dieci uccelli (per esempio) e più di uno, ma non ne ho visti nove né otto né sette né sei né cinque né quattro né tre né due.

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