Archivi categoria: Viaggi

Atlanterhavsveien

2014_11_18 Atlanterhavsveien

la Strada Atlantica. Atlanterhavsveien. Suona meglio, in norvegese.
Otto kilometri da Molde a Kristiansund, così dicono le guide.
Io oggi vorrei essere qui, in viaggio, con l’amore mio.
A spaventarmi di gioia e meraviglia, a sparolarmi.
Via, via. A ripulirci dalle croste di questi mesi.
A farci invadere d’acqua e vento e luce.
A diventare, con l’amore accanto, mare.

[Un video bellissimo si trova qui.]

Annunci

frantumi da un viaggio

8 luglio, sulla nave. Appena partito, desidero già la solitudine. Il ritorno.
Ho guardato un filo di lampadine, un faro che si allontanava. Poi ho visto polpacci. Una sinfonia flaccida di muscoli avvizziti e vene varicose. È così difficile concentrarsi, oggi.
 
* * *
 
2008_10_02 Roma1 8 luglio 2008, ore 11.08
sulla nave
 

Leggi il resto di questa voce

deus ex machina

2008_08_13 Pantheon

roma, pantheon, 11 luglio 2008

Leggi il resto di questa voce

chi te lo fa fare

2008_08_06 Erri

L’ alpinismo non ce lo fa fare nessuno. Viene da sé, un formicolio alle dita in vista di una montagna, una parete di roccia, ghiaccio, neve. Scatena attrazione, fa accostare.
Non è stato sempre così, anzi per la gran parte del tempo assegnato l’umanità ha scansato le montagne. Erano ostacoli da aggirare o da scavalcare nel punto più accessibile. I popoli che abitavano sotto le catene montuose non le scalavano, anzi se le proibivano dichiarandole dimore degli dei. Dall’Olimpo dei Greci alle immensità himalaiane: lassù ci stavano loro, i poteri superiori da ammansire con riti e sacrifici.

Leggi il resto di questa voce

Il dio terremotato

2008_03_21 terremoto1

L’artista conosce l’origine.

L’ignoto scultore ha visto che la sua opera deve prendere avvio dalla carne. Non lo spaventa l’irrapresentabile dio incarnato. Lo terrorizza non essere all’altezza di quel dolore. L’impensabile orrore di un dio che rinuncia alle altezze, si incarna e muore ha bisogno di sangue, di carne trafitta maciullata illividita. Ha bisogno di un eccesso di supplizio, di una pittura crudele, spinta fino all’estetica del macello. La sola che dia verità alla violenza della morte di dio.

Studia i suppliziati. Frequenta gogne, torture, impiccagioni. Analizza le tensioni dei corpi mutili. Visita ospedali e lebbrosari. Apprende i colori delle tumefazioni: ha visto che la sua opera deve prendere avvio dalla carne.
Non lo atterrisce la lezione di anatomia: disseziona cadaveri, contempla cancrene. Il suo deve essere un dio colto un attimo prima del crollo, nell’istante in cui la carne decide di cedere alla chimica, e già s’indovina sulla pelle la sfumatura verde del nulla.

Leggi il resto di questa voce

paradossi dello sguardo (1) – Il Kaiserpanorama

02 Kaiser

“Una grande attrattiva del Kaiserpanorama consisteva nel fatto che era indifferente dove si cominciasse il giro delle vedute di terre lontane. Infatti, poiché la struttura con dinnanzi le sedie era di forma circolare, ciascuna veduta scorreva davanti a tutte le postazioni, e da queste, attraverso una doppia finestra, si osservava la sua sbiadita lontananza […]. La musica, che rende così stancante viaggiare con il film, nel Kaiserpanorama non esisteva. Mi sembrava che le fosse superiore un effetto insignificante, anzi addirittura fastidioso. Era uno scampanellio che risonava pochi secondi prima che l’immagine si spostasse con uno scatto per lasciar posto inizialmente a un vuoto e poi all’immagine successiva. E ogni volta che echeggiava, le montagne dalla vetta ai piedi, le città con tutte le loro lucenti finestre, le stazioni con il loro fumo giallo, i vigneti fin nella più minuscola foglia, risultavano permeati dal dolore dell’addio. […]

Leggi il resto di questa voce