io

io (foto di Marta Loddo)

Sono nato di febbraio, il ventisette.
Il mio primo ricordo è la coperta a quadri di nonno, in un pomeriggio del 1980. Del 1982 ho memoria perfetta della voce di Nando Martellini, e della fronte di Pertini.
Degli anni Ottanta ricordo un sacco di cose, ma non è il caso di raccontarle: l’infanzia è un tesoro da tenere nascosto, per i momenti difficili.
Nel 1988 ho visitato una casa interamente scavata nel ghiaccio. In quegli anni volevo fare il disegnatore di fumetti, o l’astronauta. O il palombaro, per scendere a vedere il Titanic.
Nel novembre 1994, durante l’occupazione del Liceo di Oristano, ho imparato a giocare a Machiavelli. Del 1997 ricordo strade, e fiumi, e Firenze e i suoi destini soltanto intravisti. Nel settembre 2001 ho partecipato al mio primo scavo archeologico, ne rammento i lombrichi, il Primitivo e la Luna. Nel giugno 2006 ho incontrato una nave partita da Istanbul e arrivata fino a me per naufragare.
Nel 2013 ho trovato il mio amore.
Queste sono le cose importanti. Nel frattempo, mi sono laureato in lettere classiche con una tesi sull’Edipo di Seneca e ho imparato a fare l’apprendista di teatro, guidato da un grande maestro che si chiama Michael Margotta. Poi ho fondato una compagnia che si chiamava Hanife Ana teatro jazz. In scena sono stato – tra gli altri – Sancho Panza, uno Scettico, il poeta Kavafis, un adolescente abbandonato in mezzo al mare, un amante litigioso, un matto.
Ho prestato la mia voce a molti festival, quelli che mi sono più cari sono il festival della letteratura di Gavoi e il festival Dromos della mia città.
Insegno il poco che so del teatro a bambini, ragazzi, adulti.
Leggo, leggo, e qualche volta scrivo.
Sono e sarò sempre uno studente.
La cosa più bella che so fare è imparare.

La foto qui accanto l’ha fatta Marta Loddo.

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