Archivio mensile:gennaio 2008

Buona giornata

Sovviene, in taluni mattini di inesorabile inquietudine, la spaventosa illusione che la vita diurna dell’azione agita sia insonne parentesi tra due pacificati frammenti di esistenza onirica. Sospende il dubbio che la vera dimensione dell’essere umano sia l’orizzontale quiete notturna, e il caos solare irrimediabile incubo. In questi mattini malsani di vita stagnante, il risveglio è momento di famelico abbandono, infinitesimo di distante rinuncia. Oceano puntiforme in equilibrio sul labile confine tra il continente notturno dell’esistere e le regioni assolate del sonno. L’esperienza è per lo più rara, sempre sgradevole, eppure generosa di un’iperumana incoscienza, una sospensione tra veglia e sonno in cui, per un attimo, non siamo.
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Sapienza

22 Bacon

«Quelli ch’usurpa in terra il luogo mio,
il luogo mio, il luogo mio che vaca
ne la presenza del Figliuol di Dio,

fatt’ ha del cimitero mio cloaca
del sangue e de la puzza; onde ‘l perverso
che cadde di qua sù, là giù si placa».

Di quel color che per lo sole avverso
nube dipigne da sera e da mane,
vid’ ïo allora tutto ‘l ciel cosperso.

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Malgrado il ritardo

21 Epifania
Epifania
Semplice apparire
semplice
mi sono apparso
complicato
perduto
no, non l’ho mai saputo
(dita fra i capelli
e poi un bacio)
 

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Felice inizio

20 voce
Voce al porcile
Ho portato le mie ossa cave di clarino
a vegliare il cadavere dell’anno.
Non ho perduto il conto, ed ho sgranato
intera la paura
nel dieci-nove-otto
ho trangugiato pura la mia attesa, ho atteso il botto
sette-sei-cinque-quattro
ho recitato
il ruolo fino in fondo
fino all’ultimo secondo
scacco matto
tre-due-uno
ancora uno scalino
aprimi la porta, in quante vite è marcio
questo mio sangue di vino?
 

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