Archivi categoria: Cose belle

di maggio, il 17

2015_05_17 di maggio, il 17

17 maggio, giorno che risuona in tanti modi.

Oggi è risuonato con questo video, che parla di una bellezza davanti alla quale bisognerebbe stare in un silenzio appagato e contemplante. E io questo giorno che risuona lo dedico all’amore mio, e a tutti quelli che si amano, qualunque sia l’amore che sentono giusto per sè.
E a un amico grande, che proprio oggi, alcuni anni fa, se n’è andato via.
Facciamo passi avanti, amico mio. Sii felice, ovunque tu sia.

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Siamo interi

Che poi, se lo pensassimo davvero, che siamo questa cosa qui, le ossa, la pelle, il sangue, il corpo che miracolosamente si fa pensiero, idea, emozione, dolore, felicità, estasi, se lo pensassimo davvero così, il nostro stare al mondo, complessità semplice semplice, ecco, forse chiameremmo semplicemente le cose con il loro nome vero, non con l’etichetta. Ricordiamocelo, ricordiamocelo, donne in festa di 8 marzo e uomini in festa, anche noi, e bambini in festa, e anziani in festa, che il corpo che ama è sempre una festa, è questa cosa qui, il miracolo della pelle, delle ossa, del sangue che si fa idea, pensiero, emozione. Siamo interi, ho imparato una volta grazie a una donna meravigliosa, a un mare là sotto, a una luna lontana e a un profumo di lentischio. Siamo interi. Il mondo si fa più bello, istantaneamente, non appena ce ne accorgiamo.

Atlanterhavsveien

2014_11_18 Atlanterhavsveien

la Strada Atlantica. Atlanterhavsveien. Suona meglio, in norvegese.
Otto kilometri da Molde a Kristiansund, così dicono le guide.
Io oggi vorrei essere qui, in viaggio, con l’amore mio.
A spaventarmi di gioia e meraviglia, a sparolarmi.
Via, via. A ripulirci dalle croste di questi mesi.
A farci invadere d’acqua e vento e luce.
A diventare, con l’amore accanto, mare.

[Un video bellissimo si trova qui.]

No quería morirme sin abrazarlo

2014_08_06 no queria morirme

Ieri, 5 agosto 2014. La presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo ha ritrovato dopo 35 anni suo nipote Guido, figlio di Laura, sua figlia, desaparecida durante la dittatura militare argentina.
L’unica vera lotta perduta è l’oblio, la dimenticanza.
Grazie a Estela Carlotto, alla sua forza, alla sua speranza mai finita.
Non poteva morire senza riabbracciarlo.

Un bellissimo articolo qui.

Gravity Glue

Questa cosa qui si chiama “stone balance”. L’artista che la pratica Michael Grab.
Naviganti, guardate questo video, frugate il suo meraviglioso sito web
E’ un miracolo della disciplina, della pazienza, della poesia.

E correre, e correre, e correre

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fly me to the moon [20 luglio 1969 – 20 luglio 2009]

2009_07_20 OrmaLuna
 
 
ELICONE : Buona giornata, Caio.
CALIGOLA , con naturalezza: Buona giornata, Elicone.
Silenzio.
ELICONE : Sembri affaticato.
CALIGOLA : Ho camminato molto.
ELICONE : Sì, sei stato a lungo lontano.
CALIGOLA : Era difficile da trovare.
ELICONE : Cosa?
CALIGOLA : Ciò che volevo.
ELICONE: E cosa volevi?
CALIGOLA, sempre naturale: La luna.
ELICONE : Cosa?
CALIGOLA : Sì, volevo la luna.
Silenzio.

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la sera del primo di luglio

2009_07_02 primodiluglio

L’artista è il creatore di cose belle.
Rivelare l’arte senza rivelare l’artista è il fine dell’arte.
Chi può incarnare in una forma nuova, o in una materia diversa, le proprie sensazioni della bellezza, è un critico.
Tanto la suprema quanto la infima forma di critica sono una specie di autobiografia.
Coloro che scorgono cattive intenzioni nelle belle cose, sono corrotti, senza essere interessanti. Questo è un difetto.
Quanti scorgono buone intenzioni nelle belle cose, sono spiriti raffinati. Per essi c’è speranza.
Eletti son gli uomini ai quali le belle cose richiamano soltanto la Bellezza.
Non esistono libri morali o immorali come la maggioranza crede. I libri sono scritti bene, o scritti male. Questo è tutto.

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la poesia è un dono

2009_06_30 libri

Portami nel luogo più triste di Lisbona, ho chiesto a una studentessa della capitale portoghese quando si è offerta di farmi girare la città.
Ogni città ha la sua dose di tristezza. […] La tristezza di Lisbona è la tristezza dell’impero perduto. Questa è la città da cui diversi navigatori salparono alla conquista del mondo. Oggi è una città che conta mezzo milione di abitanti, considerata di secondo ordine in un continente che non domina più il mondo. È questa la tristezza che descrive il grande poeta portoghese Fernando Pessoa: «Aggiustiamo il passato / come si aggiusta un vestito / Nell’inquietudine che la quiete deve portare nelle nostre vite / Quando tutto ciò che facciamo è pensare a ciò / che eravamo, e fuori / c’è solo la notte».
È risaputo che la poesia è la forma espressiva che meglio comunica la tristezza. Quindi non c’è da meravigliarsi che la città più triste d’Europa che io abbia mai visto abbia anche compiuto lo sforzo più donchisciottesco in cui io mi sia imbattuto negli ultimi anni.

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un intricato cosmo

2008_07_16un-ordinato-groviglio

Hanife Ana
invita i suoi passeggeri, abituali e non, a un nuovo viaggio.
Questa volta la meta è un intricato cosmo di parole

ad Oristano,
la sera del 18 luglio 2008
alle ore 18.00
presso il Centro Servizi Culturali

si dirà, tra molto altro,
di lenzuola, di occhiali, di foglie,
di abissi, e di cammini.

L’autrice
Piera Maria Chessa
dialoga con
Anna Maria Capraro

scelgono, aggrovigliano e ordinano le parole
Alessandro Melis e Savina Dolores Massa
sceglie, aggroviglia e ordina le note
Gianfranco Fedele

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