Archivi categoria: Con parole d’altri

di maggio, il 17

2015_05_17 di maggio, il 17

17 maggio, giorno che risuona in tanti modi.

Oggi è risuonato con questo video, che parla di una bellezza davanti alla quale bisognerebbe stare in un silenzio appagato e contemplante. E io questo giorno che risuona lo dedico all’amore mio, e a tutti quelli che si amano, qualunque sia l’amore che sentono giusto per sè.
E a un amico grande, che proprio oggi, alcuni anni fa, se n’è andato via.
Facciamo passi avanti, amico mio. Sii felice, ovunque tu sia.

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Siamo interi

Che poi, se lo pensassimo davvero, che siamo questa cosa qui, le ossa, la pelle, il sangue, il corpo che miracolosamente si fa pensiero, idea, emozione, dolore, felicità, estasi, se lo pensassimo davvero così, il nostro stare al mondo, complessità semplice semplice, ecco, forse chiameremmo semplicemente le cose con il loro nome vero, non con l’etichetta. Ricordiamocelo, ricordiamocelo, donne in festa di 8 marzo e uomini in festa, anche noi, e bambini in festa, e anziani in festa, che il corpo che ama è sempre una festa, è questa cosa qui, il miracolo della pelle, delle ossa, del sangue che si fa idea, pensiero, emozione. Siamo interi, ho imparato una volta grazie a una donna meravigliosa, a un mare là sotto, a una luna lontana e a un profumo di lentischio. Siamo interi. Il mondo si fa più bello, istantaneamente, non appena ce ne accorgiamo.

No quería morirme sin abrazarlo

2014_08_06 no queria morirme

Ieri, 5 agosto 2014. La presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo ha ritrovato dopo 35 anni suo nipote Guido, figlio di Laura, sua figlia, desaparecida durante la dittatura militare argentina.
L’unica vera lotta perduta è l’oblio, la dimenticanza.
Grazie a Estela Carlotto, alla sua forza, alla sua speranza mai finita.
Non poteva morire senza riabbracciarlo.

Un bellissimo articolo qui.

Un lettore (letture regali #epilogo)

Il venerdì passato, primo giorno di primavera, nel cuore di una Biblioteca.
L’ultimo ultimo testo che ho preparato per “Letture regali”.
Alla bellezza, all’amicizia con le parole e all’amicizia con gli umani che la meritano,
all’universo vertiginoso, allo studio che non finisce.
“Un lettore”, di Jorge Luis Borges.

 

ognuno ha il suo lato oscuro

Felicity Rogers

Felicity Rogers

Respiro

Respira. Respira. La senti? E’ aria. E’ tua.
Vai via, ma non lasciarmi. Non avere paura di amarmi.
Guarda: non manca terra dove andare.
Non averne paura: abbine cura.

Vivi a lungo, respira, regala sorrisi, e pianti. Le cose
guardate dai tuoi occhi, sfiorate dalle tue dita:
questo soltanto sarà la tua vita.

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buon compleanno, maestro

Oggi Truffaut compirebbe ottanta anni. così dicono i calendari. Ahi, il tempo, quanto tempo fa perdere ai nostri piccoli pensieri. François per me è la dolcezza, nel cinema. Non so dirlo meglio. Quando ho voglia di carezze, da una storia, metto su un dvd suo. La corsa di Antoine sulla spiaggia, alla fine dei 400 colpi, sarà banale dirlo, mi bagna ogni volta gli occhi. Ma chi se ne importa, di essere banali. Certo, non si può dire che grazie a lui i piccoli Antoine del mondo siano più forti. Ma certo sanno dove andare a cercare carezze. Non è poco.

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a chi seppe il canto, tutto intero

2012_02_02 Wislawa-Szymborska

È degno di ammirazione il Pi greco
tre virgola uno quattro uno.
Anche tutte le sue cifre successive sono iniziali, cinque nove due, poiché non finisce mai.
Non si lascia abbracciare sei cinque tre cinque dallo sguardo,
otto nove, dal calcolo, sette nove dall’immaginazione,
e nemmeno tre due tre otto dallo scherzo,
ossia dal paragone quattro sei con qualsiasi cosa due sei quattro tre al mondo.
Il serpente più lungo della terra dopo vari metri si interrompe.
Lo stesso, anche se un po’ dopo, fanno i serpenti delle fiabe.

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buonanotte, poeta

2010_05_19 sanguineti

Girotondo

Gira e rigira in tondo il girotondo:
è bello e grande e terribile il mondo.
Dieci chiamano gli anni più i duemila
uno via l’altro è già una lunga fila.
C’era già l’uomo tanto tempo fa,
se ci fa bene molto durerà.
È sera, è proprio tardi, e tu sei stanco:
farò per te il pagliaccio cantimbanco.
Dalla finestra entra un lume di luna
e una lucina che porta fortuna
anche le stelle sono accese su
finito è il giorno e il sole non c’è più.
E adesso io dico a te la buonanotte,
sogna storie via storie e crude e cotte.

Edoardo Sanguineti
da “Nove filastrocche per Luca” – 4 febbraio 2010

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E correre, e correre, e correre

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fly me to the moon [20 luglio 1969 – 20 luglio 2009]

2009_07_20 OrmaLuna
 
 
ELICONE : Buona giornata, Caio.
CALIGOLA , con naturalezza: Buona giornata, Elicone.
Silenzio.
ELICONE : Sembri affaticato.
CALIGOLA : Ho camminato molto.
ELICONE : Sì, sei stato a lungo lontano.
CALIGOLA : Era difficile da trovare.
ELICONE : Cosa?
CALIGOLA : Ciò che volevo.
ELICONE: E cosa volevi?
CALIGOLA, sempre naturale: La luna.
ELICONE : Cosa?
CALIGOLA : Sì, volevo la luna.
Silenzio.

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