Archivi categoria: Mostre

Leggerezza!

Loro sono due grandi artisti.
E sono due grandi amici.
Sabato inaugurano questa mostra con questo titolo bellissimo.
Non vedo l’ora di fare festa con loro, accanto a loro.
Camminanti, sabato 5 dicembre, alle 18.00, presso lo spazio Librid in Piazza Eleonora ad Oristano.
Non mancate!!!

2015_12_02 Leggerezza

 

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FAITH

2014_02_23 Faith

Questa sera, nel Project Space di Askosarte, a Solarussa, l’inaugurazione di FAITH.
In mostra anche una mia installazione fotografica.
Grazie a Michele Mereu e Chiara Schirru, che mi incoraggiano in questo viaggio nuovo nuovo.
Coraggio, naviganti: a Solarussa, in via Trento 16, alle ore 18.00.

“tutta la nostra conoscenza può soltanto aprire la porta su nuove domande
e ogni scoperta è soltanto l’inizio di una nuova ricerca”. [Tommaso d’Aquino]

FAITH

BARBARA ARDAU E MIMMO DI CATERINO_CINZIA CARRUS_SARA GIGLIO_IPERPLASTICOL_LUCIDEDDU
DANIELA E FRANCESCA MANCA_MICHELE MARROCU_TONINO MATTU
MICHELE MEREU_MOJU MANULI_ALESSANDRO MELIS_VALERIA MURGIA
GIANMARCO PORRU_ALFREDO TANCHIS

a cura di ALICE RIVAGLI

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Sentimientos!

A partire dalle 18.00 del prossimo 22 novembre, ci saranno nuovi “Sentimientos” nella città di Oristano.

Al teatro San Martino si inaugurano le visioni multicolori di Norma Trogu: altalene e papaveri, tavolozze in volo e soffitti improponibili, e mulini a vento e favole sui tetti… Non perdetevi questo viaggio, naviganti. Il teatro San Martino è pronto per il suo abbraccio.
Dopodomani 22 novembre, al teatro San Martino, dalle ore 18.00,

2013_11_20 locandina Sentimientos

FEAR

2013-09-23 Fear

Il prossimo 29 settembre, nel Project Space di Askosarte, a Solarussa, l’inaugurazione di FEAR.
In mostra anche una mia installazione video.
Grazie a Michele Mereu e Chiara Schirru, che mi hanno invitato anche a questo secondo capitolo della loro trilogia.
Coraggio, naviganti: a Solarussa, in via Trento 16, alle ore 18.30.

* * *

La paura che attanaglia e immobilizza, che riduce l’ingegno e alimenta il sospetto, che rende aggressivi fino a scatenare conflitti di proporzioni inimmaginabili giustificati dall’autodifesa, è il tema del secondo evento in programmazione per la Rassegna ISOLA MUTANTE, proposta da Askosarte in occasione del decennale della sua attività artistica nella provincia di Oristano.
Gli artisti coinvolti sono invitati a raccontare la paura di crescere, di amare, del futuro, del nulla, dell’altro, di noi stessi.
Centinaia di tipi di fobie, fino ad arrivare al paradosso di avere paura di avere paura.

NONA EDIZIONE
GIORNATA DEL CONTEMPORANEO
FEAR
29 settembre 2013
Project Space Askosarte
Via Trento, 16
Solarussa
INAUGURAZIONE 29 settembre 2013 ore 18.30

ARTISTI:
CINZIA CARRUS_SARA GIGLIO_IPERPLASTICOL_LUCIDEDDU_DANIELA E FRANCESCA MANCA_
MICHELE MARROCU_TONINO MATTU_MICHELE MEREU_MOJU MANULI_ALESSANDRO MELIS _GIANMARCO PORRU_

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paradossi dello sguardo (4) – Émile Cohl


Senza di lui non ci sarebbe stato Walt Disney. Non ci sarebbero stati i Fleischer, con Braccio di Ferro e Betty Boop, né Bugs Bunny targato Tex Avery. Il disegno animato festeggia quest’ estate il suo primo secolo e il suo inventore, Émile Cohl, francese come il resto della trinità del grande schermo: i Lumière, nel 1895 padri del cinema, e Georges Méliès, nel 1896 nonno del fantasy.
Il 17 agosto 1908 è la data del primo cartoon, Fantasmagorie, battesimo di Fantoche, antenato di Topolino. Minuscolo, infantile nell’ indole e nei tratti – un cerchietto, gambe e braccia a bastoncino – il prototipo dei futuri eroi a matita diventa l’icona di Cohl, jolly ricorrente nei suoi corti animati, lesto e strampalato in gesti, stratagemmi e trasformazioni. Fantoche è un pupattolo elementare ma il lapis che lo disegna è d’un veterano.

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paradossi dello sguardo (3) – Lumiére e Méliès

Come sanno anche i bambini (o come dovrebbero sapere anche i bambini se il cinema, espressione fondamentale della nostra epoca, fosse studiato nelle scuole), in principio c’erano due linee di pensiero: quella del documentario, della realtà, codificato dai fratelli Auguste e Louis Lumière con i loro film dedicati, appunto, al mondo reale (L’uscita dalle fabbriche, L’arrivo di un treno alla stazione della Ciotat); e quella fantastica, onirica, inventata, nata con Georges Méliès, che con Viaggio nella Luna, sulla scia degli spettacoli di magia del diciannovesimo secolo, ha fondato il cinema di fantascienza e, poi, molto di più.

A. e L. Lumière – La Sortie de l’Usine Lumière à Lyon (1895)

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Egon Schiele: il corpo estraneo

Non è infrequente, nella sproporzione di alcune privilegiate esistenze, che l’amore – una forma ossessionata dell’amore – precipiti nel morbo, nello sfregio, nell’orrore. Non è infrequente che un artista, scoperta la propria ossessione, la persegua fino alla dolorosa necessità di distruggerla.

L’ossessione di Schiele è il corpo umano, il tragico supporto del nostro stare al mondo, esposto in una nudità che ne accentua la vocazione alla sconfitta. Monco, disarticolato, sempre colto in un istante isterico. Carne livida e distorta, quasi in procinto di sciogliersi, già viva, nella verde cancrena di cui si nutre il verme.
Niente di gioioso nei corpi che pretendono l’abbraccio, che sembrano afferrarsi nel terrore di perdersi. Niente di fertile nelle carni nude che si abbandonano all’amplesso come si accetta la condanna ad un patibolo. Persino il ventre gonfio di una donna incinta sembra preludere a un non-nato: le braccia appese, ad angolo, la testa verde e reclinata obbediscono alla necessità di una condanna. Una marionetta nuda e crocifissa è la madre, la cui pancia gravida del feto non è che verde sfera, malata e tumorale.

13 Schiele1

 Nudo di donna incinta, 1910

Schiele ama il disegno con un ardore che somiglia all’odio. Disegna come si pugnala, a colpi fermi. Perché la vita che vuole uccidere sul foglio non gli sfugga.
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