Archivi categoria: Occhio

Gravity Glue

Questa cosa qui si chiama “stone balance”. L’artista che la pratica Michael Grab.
Naviganti, guardate questo video, frugate il suo meraviglioso sito web
E’ un miracolo della disciplina, della pazienza, della poesia.

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paradossi dello sguardo (6): il taumascopio

2009_02_27 taumascopio1
Taumascopio #01

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paradossi dello sguardo (5) – wanda wulz

2008_11_17 Wulz1Wanda Wulz, Io+gatto (1932)

Wanda Wulz nasce a Trieste il 25 luglio 1903.
Le notizie biografiche non dicono che per lei e per la sorella Marion, nei lunghi e ventosi pomeriggi dell’inverno, il primo giocattolo deve essere stata la macchina fotografica. L’obiettivo come binocolo d’esplorazione. La pellicola, a pezzi, per farci collane. Frattanto Carlo Wulz, accoglieva i clienti, in piedi dietro il banco dello studio fondato da suo padre, il nonno di Wanda e Marion, nel 1868.

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noir [omaggio a Man Ray]

2008_11_16 iogatto
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semina ideali, raccogli rivoluzioni [stencil dalla città di Lisbona]

 2008_10_25 Lisboa1  MG  Leggi il resto di questa voce

maedagua

2008_10_08 maedagua

19 settembre 2008.
Lisboa, Mae d’Agua.

* * *

Se mai si dovesse catalogare il mondo tra i generi, il suo principale ingrediente stilistico sarebbe senza dubbio l’acqua. Se le cose stanno diversamente, sarà perché nemmeno l’Onnipotente deve avere molte alternative, o perchè il pensiero stesso ha la trama dell’acqua. Come del resto la scrittura; come le emozioni, come il sangue. […]
E se noi siamo parzialmente sinonimi dell’acqua, che è totalmente sinonimo del tempo, il sentimento che proviamo verso questo posto migliora il futuro, contribuisce […] a quell’Atlantico del tempo che immagazzina i nostri riflessi per quando noi saremo scomparsi da un pezzo. Da questi riflessi, come da gualcite fotografie color seppia, il tempo riuscirà forse a comporre, come se si trattasse di un collage, una migliore versione del futuro, migliore di quanto sarebbe senza di loro.

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paradossi dello sguardo (4) – Émile Cohl


Senza di lui non ci sarebbe stato Walt Disney. Non ci sarebbero stati i Fleischer, con Braccio di Ferro e Betty Boop, né Bugs Bunny targato Tex Avery. Il disegno animato festeggia quest’ estate il suo primo secolo e il suo inventore, Émile Cohl, francese come il resto della trinità del grande schermo: i Lumière, nel 1895 padri del cinema, e Georges Méliès, nel 1896 nonno del fantasy.
Il 17 agosto 1908 è la data del primo cartoon, Fantasmagorie, battesimo di Fantoche, antenato di Topolino. Minuscolo, infantile nell’ indole e nei tratti – un cerchietto, gambe e braccia a bastoncino – il prototipo dei futuri eroi a matita diventa l’icona di Cohl, jolly ricorrente nei suoi corti animati, lesto e strampalato in gesti, stratagemmi e trasformazioni. Fantoche è un pupattolo elementare ma il lapis che lo disegna è d’un veterano.

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paradossi dello sguardo (3) – Lumiére e Méliès

Come sanno anche i bambini (o come dovrebbero sapere anche i bambini se il cinema, espressione fondamentale della nostra epoca, fosse studiato nelle scuole), in principio c’erano due linee di pensiero: quella del documentario, della realtà, codificato dai fratelli Auguste e Louis Lumière con i loro film dedicati, appunto, al mondo reale (L’uscita dalle fabbriche, L’arrivo di un treno alla stazione della Ciotat); e quella fantastica, onirica, inventata, nata con Georges Méliès, che con Viaggio nella Luna, sulla scia degli spettacoli di magia del diciannovesimo secolo, ha fondato il cinema di fantascienza e, poi, molto di più.

A. e L. Lumière – La Sortie de l’Usine Lumière à Lyon (1895)

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il lavoro dell’attore su se stesso

2008_04_30 occhio santa croce

foto di Michele Greco

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Dialogo del bestemmiatore e del cacciatore di lucciole

10 lucciola

IL BESTEMMIATORE
(sdraiato sul suo lettino, col bisturi piantato proprio nel centro delle intenzioni):

E allora prepariamoci all’ennesima autopsia,
per quanto la putredine sia un gusto già sentito
e il bisturi già un gioco arrugginito.
Che venga pure il tetano,
io sono vaccinato
e comunque prima o dopo si muore.

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